Ci siamo trasferiti

Ci siamo trasferiti su NoBlogs! Il nuovo indirizzo è:

http://climax.noblogs.org/

Abbiamo anche un nuovo numero (sempre “ufficiale”) del collettivo:
+39 340 6668494

Ci rivediamo sul nuovo sito!

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Da che parte stare

(clicca sull’immagine per ingrandire)

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Serata in sostegno della Palestina

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Aperitivo e proiezione del film Private

(clicca per ingrandire. Sei libero di stampare e distribuire la locandina e il volantino)

Diamo apuntamento a tutte e tutti sabato 14 febbraio, dalle ore 18.30 nella sede del Climax (Via Bellezza, 16) per l’aperitivo e la proiezione del film Private di Saverio Costanzo.

Questa sarà l’occasione per prepararci all’iniziativa che il collettivo Climax sta mettendo in corso per sostenere un’associazione Palestinese a Gaza.

Palestina libera!

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Comunicato degli operai della INNSE

Quello che ci aspettavamo…è successo!
Alle 4.50 di quest’oggi 20 camionette delle forze dell’ordine si sono presentati ai nostri cancelli.Si sono divisi tra l’ingresso principale (quello legittimo) e i cancelli sul retro dell’officcina (quello dei ladri).
Eravamo in tanti grazie alla solidarietà di tutti, ma loro erano molto di più.
Genta è entrato come un ladro, dal retro in maniera subdola e usando la violenza delle forze dell’ordine per contrastarci.
Lui stesso con una ruspa ha sfondato i cancelli togliendo tutto quello che avevamo messo davanti per impedirgli l’entrata. Qui, erano le 6, c’è stato il primo scontro con le forze dell’ordine con le prime cariche dove, oltre a schivare i manganelli, dovevamo schivare i detriti e i tubi rimossi. Chi è caduto è stato manganellato senza pietà, persino due pensionati che  avevano portato la loro solidarietà.
Successivamente alla nostra richiesta di far entrare un delegato della R.S.U e un delegato del sindacato per controllare che Genta non stesse smontando i nostri macchinari, c’è stato un no secco della polizia.
Qui dopo neanche un ‘ora dai primi scontri gli operai hanno subito una nuova carica, ancora più selvaggia della precedente. Quando oramai tutti gridavano “basta!,basta!”sono stati accerchiati e colpiti ai volti. Due operai hanno subito lesioni gravi. Testa rotta, naso rotto e polso rotto.
Ma questo perchè?
La risposta è questa, ed è semplice.
Oggi gli operai della INNSE dovevano essere picchiati perchè l’entrata di Genta doveva essere legittima e legittimata dalle forze dell’ordine!
Il risultato? dopo le botte i rappresentanti sindacali e la R.S.U sono entrati in fabbrica a vigilare che Genta portasse via solo il suo materiale. E cosi è stato!
Ma questo è quello che, tramite accordi tra le parti, stava già accadendo da dicembre!
La R.S.U aveva fornito a Genta un elenco preciso del materiale che poteva essere portato via, i giorni e le modalità della movimentazione.
Oggi tutto questo non è avvenuto. Sia Genta, sia le forze dell’ordine, hanno fornito un chiaro esempio di come in questo periodo lo stato vuole risolvere la questione occupazionale durante questo periodo di crisi economica. Stangate incondizionate agli operai che si ribellano al padrone e piena solidarietà a quest’ultimo
Ogni giorno ci sono più di 3 operai che muoiono sul lavoro.
Adesso ne vogliono qualcuno che muoia per difendere il posto di lavoro!

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Palestina libera! Assemblea il 21 gennaio

(Clicca per ingrandire. Sei libero di stampare e distribuire questo volantino)

Palestina libera!

Migliaia di donne e uomini, giovani italiani e arabi, hanno attraversato Roma per esprimere la propria solidarietà al popolo palestinese, la propria rabbia per i massacri che ogni giorno sconvolgono Gaza. Un corteo contro la guerra, che chiede la pace immediata e senza condizioni.

Siamo gli stessi giovani che hanno attraversato le piazze durante tutto l’autunno per difendere l’istruzione pubblica, nel rifiturare un futuro di precarietà e insicurezza.
Non accettiamo l’idea di diventare ingranaggio di un futuro precario e di un mondo in conflitto permanente.
Basta guerre, basta massacri!
Fuori Israele da Gaza!

ASSEMBLEA MERCOLEDI’ 21 GENNAIO, ore 16.30
Sede Climax: Via Bellezza 16

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Palestina libera

(clicca per ingrandire. Sei libero di stampare e distribuire questo volantino)

Il collettivo Climax aderisce al corteo nazionale di Roma in solidarietà al popolo palestinese, in queste settimane brutalmente aggredito dalle incursioni israelinane a Gaza. La partecipazione al corteo è per noi solo il primo passo nella costruzione di un percorso di solidarietà reale all’interno del movimento studentesco milanese.

Sabato 17 gennaio

Manifestazione nazionale a Roma

Riempiamo Roma di gente, di kefje e bandiere palestinesi

Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza

Basta con l’impunità del terrorismo di stato israeliano

Rompere ogni complicità politica, militare, economica tra lo stato italiano e Israele

Le bombe uccidono le persone, l’informazione manipolata uccide le coscienze

Organizziamo la partecipazione alla manifestazione anche da Milano

Per informazioni e prenotazioni scrivi a collettivoclimax@gmail.com o telefona al 333.4665107

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Sciopero generale del 12 dicembre 2008 a Milano: il corteo degli studenti.

Altri video sul canale di ReteScuole

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Comunicato stampa sul 12 Dicembre

12 Dicembre 2008, Milano: Da P.ta Venezia a Cairoli il centro della città è stato paralizzato dallo sciopero generale e generalizzato, in piazza lavoratori/trici e studenti/esse, uniti contro l’attacco sociale delle destre al governo, per la difesa dell’istruzione pubblica, dei salari e dei servizi.

E’ più di uno sciopero, più di un corteo studentesco: è lo sciopero generalizzato dell’Onda, è l’unione dei settori sociali della formazione e della produzione. E’ il comune rifiuto a pagare una crisi che non ci appartiene, e le cui conseguenze dovrebbero invece ricadere su chi ne è responsabile.

Il corteo degli studenti autorganizzati delle scuole superiori e del collettivo metropolitano climax, è partito questa mattina da Largo Cairoli: studenti/esse hanno manifestato con il pensiero teso alla rivolta greca, con nel cuore Alexis, ucciso perché colpevole di lottare, come tutti noi, contro le misure neoliberiste. L’abbiamo detto nelle piazze e lo ribadiremo, giorno dopo giorno, in ogni singola scuola: le strategie della paura e della tensione non potranno intimidire e reprimere un movimento, quello dell’Onda, che nasce per vincere: non abbiamo paura, e lo dimostreremo nei fatti. Non ci stupisce la brutalità della polizia greca: è la stessa violenza che contraddistingue il potere e le sue istituzioni, da sempre interessati a mantenere lo status quo in nome dei propri privilegi. Così fu il 12 Dicembre 1969 quando la strage fascista e di stato colpì cittadini inermi per intimorire un’intera popolazione.

La difesa e la conquista della scuola pubblica è oggi imprescindibile necessità non solo del mondo della formazione e della scuola ma di tutt/e i salariati/e e precari/e

Studenti autorganizzati di Milano

Collettivo Metropolitano Climax

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Documento politico dell’assemblea nazionale degli studenti medi

Pisa, Domenica 7 Dicembre 2008

Documento politico dell’assemblea nazionale degli studenti medi

Viviamo una crisi economica sistemica, dovuta all’esplosione dell’economia capitalista neoliberista, prodotta da banchieri, imprenditori, politici, mafie e speculatori, che hanno investito su capitali ipotetici in realtà inesistenti. Questa grande crisi attuale colpisce tutti e ci viene fatta pagare in termini di tagli e privatizzazioni, negazioni di diritti, smantellamento del welfare e di politiche sociali.
“Noi la crisi non la paghiamo” è lo slogan lanciato dalle scuole e facoltà in mobilitazione da mesi, e gridato adesso anche da tutti i soggetti sociali che la crisi non vogliono pagarla, dai precari ai migranti, dai pendolari ai lavoratori Alitalia, dagli insegnanti agli occupanti di case.
In questi mesi l’onda sta dimostrando di saper parlare linguaggi diversi, di essere uno studente come un professore, un precario come un genitore, ha mostrato a tutti come ribellarsi alla crisi sia possibile; per questo sentiamo la necessità di guardare oltre le scuole e le università.
Il 12 dicembre sarà sciopero generale, un altro sciopero convocato anche grazie all’onda, che ovviamente generalizzeremo, chiudendo le nostre scuole e scendendo in piazza, senza portare sterili solidarismi ai lavoratori, ma costruendo insieme ad essi una battaglia che è comune.
Infatti il nostro governo per uscire dalla crisi sta tentando di distruggere ogni senso di comunità sociale, mettendo individuo contro individuo, dirigendo la ricchezza dalle fasce sociali più basse all’alta finanza e nutrendosi allo stesso tempo di razzismo e xenofobia, fomentando una guerra tra poveri, nascosta sotto il nome di meritocrazia.
A questa atomizzazione della società noi rispondiamo nel senso inverso, valorizzando la forza dell’azione collettiva nazionale; oggi è solo l’unione di individui, capaci di autodeterminarsi collettivamente, che può opporsi con forza ed efficacia a questi attacchi indiscriminati.
Il concetto di meritocrazia distorta si ripropone all’interno della scuola, dove serve a nascondere la selezione sociale; la stessa scuola che già adesso risponde a logiche di discriminazione e disuguaglianza e che tradisce la sua natura costituzionale, poiché basandosi sulle logiche del profitto, si nega come strumento di emancipazione sociale.
Gli otto miliardi di tagli della finanziaria all’istruzione e la devastazione della legge Gelmini, hanno spianato il terreno e aperto le porte allo smantellamento completo dell’istruzione pubblica.
Il culmine di questo processo ora lo vediamo nella proposta di legge del deputato Aprea, presidente della commissione cultura della camera.
Come per l’università, il completamento della privatizzazione dell’istruzione pubblica coincide con l’istituzione del regime di fondazione: la qualità dei percorsi di formazione sarà determinata dai finanziamenti degli enti privati esterni che attraverso questi acquisteranno un posto nel Consiglio di amministrazione, l’organo che sostituisce il Consiglio d’Istituto, ma ne diminuisce il numero.
La proposta Aprea parla di partner esterni affiliati alle scuole, sancendo definitivamente la vendita del sistema formativo alle logiche di mercato e di business.
La proposta di legge comprende anche una ristrutturazione dell’ordinamento giuridico degli insegnanti, che impone un anno obbligatorio di precariato e la suddivisione in docenti iniziali, ordinari ed esperti. L’uscita dal precariato ed il passaggio di livello è affidato al parere favorevole dei docenti esperti, figure di fatto analoghe ai baroni universitari.
Questo comporta un’ulteriore verticalizzazione dell’intero sistema di educazione, a partire dal nuovo ruolo manageriale del preside, le cui funzioni arrivano fino alla contrattazione individuale con i singoli docenti.
Come studenti abbiamo la necessità di attraversare queste logiche di verticalizzazione, costruendo dal basso la nostra autoriforma, partendo dalle pratiche quotidiane di autogestione e occupazione, di liberazione di spazi e tempi.
L’autoriforma parte dalla rivalutazione del ruolo dello studente all’interno della scuola e della sua stessa formazione, per questo si basa sulla riappropriazione dei contenuti, anche attraverso la collaborazione studente-docente. La cultura e il sapere critico dell’autoriforma e dell’onda si contrappongono alla sterilità del nozionismo degli attuali programmi ministeriali.
Per questo riteniamo fondamentale aprire la didattica ad una programmazione collettiva e condivisa, riscrivendo i programmi dal basso all’interno dei gruppi di materia, rendendo lo studente componente fondamentale ed attiva dell’istruzione e la scuola in grado di saper affrontare i mutamenti generazionali e sociali.
Ad esempio una di queste evoluzioni è il meticciamento e la multi etnicità. La cultura deve saper essere inclusiva e valorizzare l’eterogeneità culturale, rifiutando ogni tentativo di introduzione del razzismo, come per le classi ghetto.
La formazione deve essere accessibile a tutti, senza discriminazioni né per il colore della pelle, né per la possibilità economica: per questo dai libri di testo ai trasporti, dai teatri ai musei, l’accesso ai saperi deve essere gratuito e libero.
E’ evidente che per garantire tutto questo servono fondi, gli stessi fondi di cui l’istruzione, come la sanità e l’intero settore pubblico vengono continuamente privati, mentre basta un prete per farli saltare fuori e mentre vengono continuamente finanziate le spese militari.
La scuola non deve pagare la crisi economica né in termini di finanziamenti, né tantomeno in termini di vite. La tragedia di Rivoli testimonia l’assurdità di anni di politiche di tagli e disinteresse nei confronti dell’edilizia scolastica. Non si può morire di scuola, non si può morire sul lavoro, non si può morire nelle piazze.
Gli stessi meccanismi di intimidazione e repressione che vediamo applicati nelle nostre città hanno raggiunto le peggiori conseguenze sabato scorso ad Atene, dove un ragazzo di 15 anni, Alexis, è stato ucciso dai colpi sparati da una camionetta di polizia durante un corteo in favore del diritto allo studio.
Ad ogni meccanismo e strategia di tensione rispondiamo che non siamo noi ad avere paura. A dimostrare di averne sono i governi in crisi che, non sapendo più come gestire un sistema che gli è sfuggito dalle mani, un’onda in grado di travolgerli, sono pronti persino a sparare, a sguinzagliare i soliti “utili idioti” provocatori nelle piazze, a denunciare e sgomberare gli studenti che occupano.
La loro debolezza non ci spaventa, le politiche securitarie non possono fermare il movimento di oggi come non l’hanno mai fermato dal 1969.
Il 12 dicembre, nell’anniversario dell’inizio della strategia della tensione con lo scoppio della bomba in piazza Fontana, dedicheremo i nostri cortei ad Alexis. Nei prossimi giorni riempiremo le nostre città di iniziative diffuse per denunciare la vergogna di questo omicidio e per chiedere giustizia.
Stiamo lottando da anni in difesa della scuola pubblica e per la costruzione di un sistema formativo migliore. Continuiamo adesso di fronte ai nuovi tentativi di svendita e di privatizzazione: in concomitanza della discussione in parlamento della proposta di legge Aprea ci saranno giornate di autogestione, occupazione, blocco della didattica e nei giorni dell’approvazione una grande data di mobilitazione nazionale in ogni città, che miriamo a condividere con una cittadinanza consapevole dei problemi della scuola, che riguardano l’intera società.

Dall’assemblea nazionale degli studenti medi.

Hanno contribuito all’assemblea studenti medi da 38 città di tutta Italia fra cui Pisa, Milano, Roma, Bologna, Torino, Napoli, Bari, Reggio Emilia, Viareggio, Cagliari, Firenze, Empoli, La Spezia, Alessandria, Potenza, Parma, Livorno, Massa, Lucca, Velletri, Verona.

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